NUOVO STATUTO


Decreto Vescovile in data 19 aprile 2017


 

 

STATUTO


 

 

 

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STATUTO

I N D I C E


TITOLO I   -   Costituzione e Scopo

TITOLO II   -   I Soci

TITOLO III   -  Diritti e Doveri

TITOLO IV   - Organi di Governo

TITOLO V   -  Elezioni

 

TITOLO VI  -  Norme generali

 

Titolo I

Costituzione e Scopo

Art. 1

La Confraternita è un’associazione pubblica di fedeli, eretta con decreto del Vescovo diocesano e retta in conformità ai cann. 312-320 del Codice di diritto canonico.

Essa è un Ente Ecclesiastico con finalità di culto riconosciuta con decreto dell’Autorità civile ed iscritta                  nel Registro delle Persone Giuridiche presso la Prefettura della Provincia nella quale ha la sede.

 

Art. 2

La Confraternita ha come fini principali la santificazione dei propri membri, l’esercizio del culto pubblico             e la promozione di opere di carità fraterna.

Per realizzare tali fini, essa si propone di:

a) dare incremento alle manifestazioni del culto pubblico e della pietà popolare, soprattutto nelle  feste tradizionali per promuovere iniziative per la formazione dei Soci,  in campo religioso;

b) promuovere iniziative di carattere educativo, culturale, di assistenza e di accoglienza in varie forme,        sempre in spirito di carità fraterna e tenendo conto delle necessità locali e del Progetto  Pastorale Diocesano       e, a tal fine, può svolgere attività diverse da quelle di religione o di culto purché in armonia con i fini  istituzionali della Confraternita.

Art. 3

La Confraternita è sottoposta, a norma del diritto canonico, alla giurisdizione del Vescovo diocesano, con             il quale collabora per realizzare gli obiettivi pastorali della Diocesi.

Inoltre, essa mantiene rapporti di fraternità e di collaborazione con le altre Aggregazioni di fedeli e con gli Organismi ecclesiali della Diocesi.

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Titolo II

I Soci

Art. 4

Possono far parte della Confraternita, come Confratelli o Consorelle, quei fedeli che hanno compiuto i diciotto  anni di età, godono di buona reputazione e si propongono di perseguire le finalità della medesima Confraternita, impegnandosi a rispettarne lo Statuto.

Art. 5

È consentita l’appartenenza a non più di due Confraternite o altre Aggregazioni ecclesiali, purché non si   ricoprano contemporaneamente incarichi direttivi e non si cumulino benefici di natura temporale.

Art. 6

Non sarà ammesso alla Confraternita chi si è allontanato dall’integrità della fede e dei costumi, chi ha        infranto la disciplina ecclesiastica, chi è stato coinvolto in attività criminose e chi è stato espulso da altre Confraternite o Aggregazioni ecclesiali.

Art. 7

I Soci cessano di appartenere alla Confraternita, con conseguente perdita di ogni diritto:

a) per dimissione volontaria: devono considerarsi implicitamente dimissionari quanti risultano assenti               per un anno in maniera continuativa ed omettono il pagamento della quota annuale;

b) per dimissione deliberata dal Consiglio Direttivo.

I soci dimessi possono ricorrere, contro la delibera di dimissione, all’Ordinario diocesano.

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Titolo III

Diritti e Doveri

Art. 8

Ciascun Confratello e Consorella ha il diritto  di:

a) indossare, nelle celebrazioni ufficiali, l’abito e le insegne della Confraternita;

b) esercitare voce attiva e passiva negli atti collegiali;

c) essere aiutato nella vita spirituale e, in caso di grave bisogno, anche nelle necessità materiali dalla      solidarietà degli altri Soci, secondo la possibilità e la disponibilità di ciascuno;

d) ricevere suffragi, secondo le modalità stabilite dal Regolamento interno di ciascuna Confraternita.

 

Art.9

Ciascun Confratello e Consorella ha il dovere  di:

a) tenere un comportamento corretto, che non contrasti con le finalità della Confraternita;

b) collaborare per il conseguimento delle finalità della Confraternita ed essere in regola con gli             adempimenti di natura amministrativa.

Art. 10

Ciascun Confratello e Consorella verserà, all’atto di iscrizione, un contributo nella misura stabilita                    dal Consiglio Direttivo e, annualmente, una quota fissata dagli organi di governo della confraternita.

Art. 11

Ciascun Confratello e Consorella deve possedere copia del presente Statuto e ne deve rispettare le         prescrizioni

 

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Titolo IV

 

Organi di Governo

Art. 12

Sono organi di governo della Confraternita:

1) l’Assemblea;

2) il Consiglio Direttivo;

3) il Collegio dei Sindaci revisori.

 

Art. 13

§ 1. L’Assemblea, composta da tutti i Confratelli e le Consorelle in regola con le presenti norme statutarie,           è il supremo organo deliberativo della Confraternita. Tuttavia, le sue decisioni sono valide se sono in linea       con la fede e la morale cattolica, le direttive del Magistero della Chiesa e le finalità della medesima   Confraternita.

§ 2. L’Assemblea è convocata, in seduta ordinaria, due volte l’anno per:

a) verificare l’andamento della vita della Confraternita;

b) approvare il rendiconto economico;

c) esaminare le linee direttive proposte dal Consiglio.

Può essere convocata, in seduta straordinaria, su richiesta del Consiglio Direttivo, di un terzo dei           Confratelli, del Padre Spirituale.

§ 3. La convocazione deve essere fatta da parte del Priore almeno cinque giorni prima della data fissata,    mediante avviso scritto, con indicazione dell’ordine del giorno.

Ciascun Confratello o Consorella può essere latore di non più di due deleghe di altri Confratelli.

§ 4. L’Assemblea è valida, in prima convocazione, con la presenza, di persona o per delega, di almeno                 la metà dei membri della Confraternita; in seconda convocazione, qualunque sia il numero dei presenti o rappresentati.

§ 5. Ogni deliberazione presa su argomenti non contenuti nell’ordine del giorno è nulla.

Il punto riportante “varie ed eventuali” non può costituire oggetto di decisioni, per mancanza di conoscenza          e di opportuna consultazione tra gli aventi diritto all’Assemblea.

 

Art. 14

Spetta all’Assemblea:

a) eleggere i membri del Consiglio Direttivo, nel numero e secondo le modalità di cui agli articoli 15 e 27-33      del presente Statuto;

b) definire il Regolamento interno, secondo l’indole specifico e le tradizioni proprie della Confraternita, da sottoporre all’approvazione dell’Ordinario diocesano, e accogliere ogni successiva proposta di modifica;

c) deliberare la quota sociale annuale;

d) decidere su tutte le questioni che vengono ad essa demandate per Statuto, Regolamento interno o delibera      del Consiglio Direttivo.

Art. 15

Il Consiglio Direttivo, eletto dall’Assemblea, è composto da cinque Consiglieri;Vi   partecipa di diritto anche il Padre Spirituale.

Esso dura in carica cinque anni e può essere rieletto per un secondo mandato, salvo dimissioni della maggioranza dei componenti o scioglimento da parte dell’Ordinario diocesano e nomina di un Commissario.

Art. 16

Il Consiglio Direttivo si riunisce ordinariamente ogni tre mesi, per deliberare su qualsiasi punto relativo alla       vita della Confraternita che non sia di competenza dell’Assemblea e per deliberare gli atti di straordinaria amministrazione, i quali devono essere autorizzati dalla competente Autorità ecclesiastica, a norma del             can. 1281 § 1 del Codice di diritto canonico.

 

Per gli atti il cui valore supera la somma fissata dalla Conferenza Episcopale Italiana o aventi per oggetto          beni di valore storico-artistico o donati alla Chiesa ex voto, occorre la licenza della Santa Sede.

 

Art. 17

Spetta al Consiglio Direttivo:

a) proporre all’Ordinario diocesano il nome del Priore per la conferma;

b) nominare il Vice Priore, il Cassiere-Economo e il Responsabile liturgico e designare altri incarichi   eventualmente previsti dal Regolamento interno della Confraternita;

c) decidere l’accettazione di nuovi Confratelli;

d) concordare la quota d’iscrizione e quella annuale, quest’ultima da sottoporre all’approvazione      dell’Assemblea;

e) predisporre il rendiconto annuale e sottoporlo all’approvazione  dell’Assemblea.

Il rendiconto annuale deve essere consegnato in copia all’Ordinario diocesano.

 

Art. 18

Nell’organizzazione di una festa esterna, religiosa e civile, o in onore del Titolare della Confraternita,                   il Consiglio Direttivo si assume la responsabilità dell’osservanza delle disposizioni ecclesiastiche e civili in materia, sotto l’autorità del Padre Spirituale, al quale è riservato presiedere tutte le funzioni religiose e le eventuali processioni fuori della chiesa.

Art. 19

Il Priore, scelto dal Consiglio Direttivo all’interno dei suoi membri, dirige la Confraternita nel rispetto dello  Statuto e ne ha l’ordinaria amministrazione e la rappresentanza legale.

Egli inizia l’esercizio del suo ufficio dopo la conferma da parte dell’Ordinario diocesano e può essere rimosso     con decreto dello stesso Ordinario in presenza delle cause previste dalle disposizioni canoniche.

 

Art. 20

Spetta al Priore:

a) scegliere il Segretario;

b) convocare e presiedere le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, determinandone l’ordine               del giorno e la data;

c) accettare, a nome e per conto della Confraternita, versamenti e offerte liberali di qualsiasi natura,    rilasciandone quietanza per le somme deducibili a norma di legge;

d) far parte, quale membro di diritto, del Consiglio Pastorale Parrocchiale della  Parrocchia nel cui             territorio ha sede la Confraternita;

e) far parte della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali.

 

Art. 21

Il Vice Priore collabora con il Priore e lo sostituisce in caso di assenza.

Venendo a mancare per qualsiasi causa il Priore, il Vice Priore assume le sue funzioni fino al termine del quinquennio.

 

Art. 22

Il Cassiere-Economo:

a) provvede alle riscossioni e ai pagamenti;

b) aggiorna l’elenco dei morosi;

c) custodisce i registri di cassa con relativa documentazione;

d) annota la soddisfazione di eventuali legati pii;

e) predispone la custodia dei beni di valore e pregio artistico.

 

Art. 23

Il Segretario, scelto dal Priore tra i membri del Consiglio Direttivo:

a) redige i verbali delle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, da leggere di volta in volta           all’inizio dell’incontro, per l’approvazione;

b) invia, per mandato del Priore, notizia delle convocazioni, con il preciso ordine del giorno;

c) verifica, ad ogni riunione, la presenza dei membri, tenendone aggiornato l’elenco;

d) cura l’archivio della Confraternita.

 

Art. 24

Il Responsabile liturgico:

a) vigila sulla pulizia e il decoro della chiesa e della Cappella  cimiteriale ove queste esistenti ;

b) custodisce gli arredi e i paramenti sacri o altra suppellettile della Confraternita;

c) dispone il servizio liturgico, per uno svolgimento ordinato e devoto delle celebrazioni religiose.

 

Art. 25

Il Padre Spirituale, nominato dall’Ordinario diocesano, a norma del can. 317 § 1 del Codice di diritto         canonico:

a) rappresenta l’Autorità ecclesiastica, alla quale è dovuta rispettosa obbedienza e collaborazione per il bene di tutti;

b) cura la formazione catechetica e pastorale dei Soci, favorendo la loro partecipazione alle attività degli Organismi pastorali parrocchiali e diocesani;

c) è responsabile delle celebrazioni liturgiche;

d) partecipa, con voto consultivo, alle riunioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo.

 

Art. 26

Il Collegio dei Sindaci revisori, nominato dal Consiglio Direttivo su indicazione dell’Assemblea, è composto         da tre membri, anche non appartenenti alla Confraternita, ai quali spetta il compito di verificare la legittimità delle partite ordinarie e straordinarie di amministrazione.

 

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Titolo V

 

Elezioni

Art. 27

Il Priore uscente, o chi ne esercita legittimamente le funzioni, previa richiesta all’Ordinario diocesano              della nomina di un Delegato Vescovile, convoca l’Assemblea per eleggere il Consiglio Direttivo.

Art. 28

La presidenza dell’Assemblea per le elezioni spetta al Delegato Vescovile, pena la illegittimità delle votazioni.

Art. 29

Primo atto dell’Assemblea è la costituzione del seggio elettorale, con la scelta per alzata di mano del      Presidente, di due Scrutatori e di un Segretario, che verbalizzi la riunione, elencando tutti coloro che         riportano voti per eventuali sostituzioni nel tempo.

 

Art. 30

§ 1. Tutti i membri dell’Assemblea sono elettori e tutti eleggibili, a meno che il Regolamento interno della Confraternita non disponga diversamente.

§ 2. Non può essere eletto chi ha fatto parte del Consiglio Direttivo per due mandati consecutivi, se non          dopo l’interruzione di un quinquennio. Nell’impossibilità di trovare persone idonee e disponibili a svolgere        tale ufficio, occorre chiedere deroga scritta all’Ordinario diocesano per la conferma di un ulteriore quinquennio    a chi ne ha fatti già due.

 

Art. 31

Le schede elettorali, ai fini della validità del voto, devono essere vidimate dal Presidente del seggio.

Le operazioni di voto si protrarranno al massimo per tre ore consecutive dall’inizio dell’Assemblea,      permettendo la votazione a chi arriva nel frattempo.

Allo scadere dell’orario, si attenderà fino a che l’ultimo elettore presente in aula avrà votato.

A tutta l’operazione dovrà assicurarsi la segretezza del voto.

 

Art. 32

A conclusione delle votazioni, il Presidente del seggio dà inizio allo scrutinio. Risulteranno eletti quanti       avranno raggiunto il maggior numero dei voti espressi. A parità di voti, risulterà eletto chi vanta più         anzianità di appartenenza alla Confraternita; ulteriormente, chi ha maggior età.

 

Art. 33

Il Delegato Vescovile indice la prima riunione del Consiglio Direttivo eletto, al fine di procedere agli      adempimenti di cui all’art. 17 del presente Statuto e, quanto prima, comunica alla Curia diocesana l’esito         delle elezioni e degli adempimenti statutari, chiedendo all’Ordinario diocesano la conferma del Priore     designato.

 

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Titolo VI

 

Norme Generali

 

Art. 34

§ 1. Ogni Confraternita deve darsi un Regolamento interno conforme alle norme del Codice di diritto          canonico e del presente Statuto, che valorizzi – adattandole ai tempi – le tradizioni proprie di ciascuna Confraternita, disciplinando in modo particolare quanto attiene le quote associative, la forma e l’uso delle  insegne, i suffragi dei Soci defunti e la gestione delle Cappelle cimiteriali, ove queste esistenti.

§ 2. Spetta all’Ordinario diocesano, a norma del can. 305 § 1 del Codice di diritto canonico, approvare tale Regolamento e vigilare sull’osservanza degli impegni assunti dalla Confraternita.

 

Art. 35

§ 1. La Confraternita non ha fine di lucro. Tutte le prestazioni dei Soci nei confronti della Confraternita             non sono retribuite e devono essere esercitate nello spirito di servizio, salvo che il Regolamento interno             non disponga diversamente per singoli e determinati negozi.

§ 2. Le attività svolte dalla Confraternita in diretta attuazione degli scopi istituzionali, anche se effettuate attraverso pagamento di corrispettivi specifici nei confronti degli iscritti, o associati di altre organizzazioni collegate, o di terzi, pur se dovessero comportare concessioni temporanee o perpetue, non sono da       considerarsi attività commerciali.

 

Art. 36

Il patrimonio della Confraternita è costituito dalle quote annuali dei Soci, dal ricavato di attività               associative e da eventuali oblazioni, lasciti o contributi di Soci o di terzi.

L’amministrazione del patrimonio è regolata dai canoni del libro quinto del Codice di diritto canonico.

 

Art. 37

§ 1. Per l’amministrazione dei beni, il Consiglio Direttivo è tenuto ad osservare le disposizioni del Codice             di diritto canonico e del Codice civile, specie per quanto attiene alla validità degli atti di straordinaria amministrazione.

In caso di inadempienza, il medesimo Consiglio Direttivo sarà chiamato ai danni da parte della Confraternita.

§ 2. Durante la vita della Confraternita, è fatto espresso divieto di distribuire ai Soci, anche in modo indiretto,  utili o avanzi di gestione, riserve o capitali, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

§ 3.L’Assemblea approva ogni anno il rendiconto economico e lo presenta all’Ordinario diocesano, a norma del can. 1287 § 1 del Codice di diritto canonico.

§ 4. I Soci non hanno la titolarità di quote associative, ma solo il diritto alla sepoltura nelle Cappelle funerarie della Confraternita, nonché il privilegio di essere beneficiari, dopo il loro decesso, delle preghiere e delle        Messe di suffragio che la Confraternita fa celebrare ogni anno in ottemperanza agli obblighi morali  statutariamente stabiliti.

Detti diritti non sono trasmissibili, né per atto tra vivi, né mortis causa, essendo strettamente personali.

 

Art. 38

La Confraternita si estingue per legittima soppressione da parte dell’Ordinario diocesano o per cessazione        della propria attività da oltre venticinque anni.

In caso di estinzione, il patrimonio della Confraternita sarà devoluto ad altro Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto indicato dall’Ordinario diocesano, seguendo la procedura prevista dall’art. 20 delle Norme     approvate con il Protocollo stipulato tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede il 15 novembre 1984.

 

Art. 39

In presenza di speciali circostanze, ove gravi ragioni lo richiedano, il Vescovo può nominare, ai sensi                 del can. 318 § 1 del Codice di diritto canonico, un Commissario che in suo nome diriga e rappresenti temporaneamente la Confraternita, in sostituzione degli organi statutari, con tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.

 

Art. 40

Ogni Confraternita fa parte della Consulta Diocesana delle Aggregazioni Laicali (CDAL), osservandone                  lo Statuto, in sintonia con quanto richiamato nella Nota pastorale della Commissione Episcopale della    Conferenza Episcopale Italiana per l’apostolato dei laici “Criteri di ecclesialità dei gruppi, movimenti,  associazioni” (22 maggio 1981).

 

Art. 41

La Confraternita è tenuta, come tutti gli altri Enti Ecclesiastici, a contribuire alle necessità della Diocesi,               a norma del can. 1263 del Codice di diritto canonico e delle Deliberazioni della Conferenza Episcopale Italiana.

 

Art. 42

Per quanto non previsto nel presente Statuto, valgono le norme del diritto canonico e le leggi dello                 Stato italiano in quanto applicabili agli Enti Ecclesiastici.

 

L’interpretazione autentica del presente Statuto, o la modifica di esso, o le eventuali deroghe sono                      di competenza dell’Ordinario diocesano.

 

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